Da tempo immane la Sardegna è considerata terra di contraddizione, ormai sintesi perfetta di quello che sta accadendo al nostro paese. Quest’isola è infatti ricca di risorse straordinarie, di campi da coltivare con tecniche moderne ed ecologiche, di beni archeologici, paesaggistici e culturali da riscoprire, di energie rinnovabili e bioedilizia da sviluppare, che ha potenzialmente un grande futuro, eppure contemporaneamente è una regione decadente e in decadenza, che perde posti di lavoro, vede una disoccupazione record e soprattutto non riesce a vedere nessun futuro, dunque per la Sardegna quali sono i finanziamenti a fondo perduto e le agevolazioni per lo sviluppo dell’imprenditoria?.
Sardegna terra di bandiere blu e mare cristallino, ma anche territorio dove un sardo su tre vive in un luogo da bonificare, dove queste contraddizioni si ripercuotono sulla salute degli stessi abitanti.
La Sardegna ha incontrovertibilmente una storia peculiare e l’Italia, fino ad oggi, l’ha sicuramente utilizzata più come terra da depredare e da sfruttare per le sue basi militari e le sue fabbriche inquinanti, la sua pastorizia legata al mercato del “basso costo” piuttosto che come luogo da arricchire e migliorare culturalmente e socialmente.
Purtroppo, negli occhi di molti sardi, si legge sovente il disincanto di chi si sente tradito da troppe promesse dello stato e dei vari governi che nei decenni si sono succeduti, promesse mai mantenute, ma per fortuna non in quello di tutti: sono tantissimi i giovani, e non solo, che hanno voglia di rimboccarsi le maniche, per investire nella propria terra, per farla risorgere dalle sue ceneri, per poter restare nel paese natio senza necessità di emigrare altrove per costruirsi un futuro dignitoso.
Negli ultimi anni, poi, lo stato e la Comunità europea hanno messo a disposizione numerose opportunità per le imprese e gli aspiranti imprenditori, con la possibilità di usufruire di finanziamenti agevolati o contributi a fondo perduto o altra forma di sussidio per l’avvio di una nuova idea imprenditoriale o per l’avvio di un nuovo business.
Il Fondo di Venture Capital, ad esempio, mette a disposizione 10 milioni di euro per l’acquisizione di partecipazioni dirette in imprese innovative. Il Fondo, istituito su proposta dell’assessorato Industria, di concerto con l’assessorato Programmazione e Bilancio, è parte integrante del Programma Regionale di Sviluppo 2014-2019 nel quale è specificata la necessità di favorire il finanziamento del rischio e l’accesso al credito. Il fondo è pensato per dare impulso all’avvio e alla crescita di nuove imprese fortemente innovative e permetterà alle startup di incrementare gli investimenti in ricerca e sviluppo, favorendo la nascita di nuovi posti di lavoro.
Sardegna finanziamenti a fondo perduto agevolazioni, sviluppo dell’imprenditoria e controgaranzie
Il Fondo di controgaranzia per le imprese femminili rappresenta invece una nuova occasione per le donne che vogliono avviare un’impresa sul territorio cagliaritano. Istituito dalla camera di commercio, industria, agricoltura e artigianato di Cagliari prevede uno stanziamento di 50 mila euro a favore di microimprese femminili che operino nel settore dell’artigianato, agricoltura, industria e commercio.
Naturalmente anche in Sardegna si può usufruire della legge anche conosciuta come “Beni strumentali”, messa a disposizione dal Ministero per lo sviluppo economico: la Nuova Sabatini facilita l’accesso al credito a tutte le imprese che operano sul territorio nazionale, in tutti i settori produttivi, compresi agricoltura e pesca, che vogliono rinnovare gli impianti e acquistare nuove attrezzature, investire in hardware, software e tecnologie digitali. L’investimento, coperto da finanziamento bancario, è assistito all’80% da un fondo di garanzia; non può essere superiore a 5 anni e deve essere compreso tra 20 mila euro e 2 milioni di euro.
Proprio in questi giorni poi sono stati stanziati 44 milioni di euro per tre nuovi bandi a sportello a sostegno delle imprese con sede operativa in Sardegna e per i primi due bandi territorializzati, novità assoluta all’interno della programmazione territoriale.
I nuovi bandi comprendono le seguenti tipologie:
- Le tipologie T1+T2: per le nuove imprese (investimenti fra 15mila e 500mila euro).
- T2: per le imprese già operative (fra 200mila e 800mila euro);
- T4 per investimenti fra 5 e 20 milioni.
Per quanto riguarda la prima tipologia, il bando è aperto per tutte le ditte individuali costituite e operative da meno di due anni, società costituite da meno di cinque anni e operative da meno di due anni e persone fisiche che intendono costituire una ditta individuale per sviluppare piani di creazione e sviluppo d’impresa per l’espansione della produzione, il riposizionamento competitivo o l’adattamento al mercato attraverso l’introduzione di soluzioni innovative sotto il profilo organizzativo, produttivo o commerciale.
Sul valore del piano, al netto del capitale circolante, è riconosciuta una sovvenzione a fondo perduto entro i massimali previsti dalla Carta degli aiuti di stato, con l’intensità massima del 50%.
Per la seconda tipologia, sono destinatarie micro, piccole e medie imprese operanti da almeno due anni, che realizzano Piani di sviluppo d’impresa per l’espansione della produzione, il riposizionamento competitivo o l’adattamento al mercato attraverso l’introduzione di soluzioni innovative sotto il profilo organizzativo, produttivo o commerciale da realizzare anche attraverso l’apertura di nuove unità locali.
L’importo complessivo delle spese e dei costi ammissibili del piano è compreso tra 200.000 e 800.000 euro. Come agevolazioni sono previsti un contributo a fondo perduto e la riduzione dei tassi di interesse e dei premi di garanzia in combinazione con l’intervento fino al 75% del Fondo Competitività in forma di prestito a condizioni di mercato.
Il 22 giugno sarà aperta la piattaforma dove si potranno caricare le domande e completare tutte le procedure. Se la domanda è completa, l’imprenditore riceverà un codice che dovrà caricare nei click day già fissati per il 25 (imprese operative, T2), 26 (nuove imprese, T1 e T2) e 27 luglio (bandi territorializzati).
Dal 1 giugno è possibile anche presentare le manifestazioni d’interesse per i contratti d’investimento (T4).
Le nuove imprese a tasso zero per la Sardegna finanziamenti a fondo perduto e agevolazioni per lo sviluppo dell’imprenditoria
“Nuove imprese a tasso zero” di Invitalia ha l’obiettivo di sostenere, in tutta Italia e quindi anche in Sardegna, la creazione di micro e piccole imprese composte in prevalenza da giovani tra i 18 e i 35 anni oppure da donne di tutte le età. La dotazione finanziaria è di circa 150 milioni di euro e le agevolazioni saranno concesse fino a esaurimento dei fondi.
Ai soggetti ammessi alle agevolazioni sono concedibili mutui agevolati per gli investimenti, a un tasso pari a zero, della durata massima di 8 anni e di importo non superiore al 75 per cento della spesa ammissibile, ai sensi e nei limiti del “de minimis”. I programmi d’investimento devono prevedere spese non superiori a 1.500.000 di euro. I programmi di investimento devono comunque essere realizzati entro 24 mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento.
Una boccata d’ossigeno è arrivato anche per il mondo dell’allevamento che cerca di restare a galla in un’epoca affatto facile: arriva dall’Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, sotto forma di un contributo per le pecore “a fine carriera” superiore del doppio alla cifra che si ipotizzava.
Il finanziamento a fondo perduto è stanziato per capi di età superiore ad almeno 4 anni e in buona parte poco o non più produttivi: l’operazione rientra nelle misure eccezionali dedicate dallo Stato alla zootecnia.
In buona sostanza, verranno stanziati 30 euro a capo. Di fatto la vendita al macello degli animali poco o non più produttivi frutterà un raddoppio di incasso per l’allevatore, che per mandare in pensione un ovino (che purtroppo significa la morte dell’animale, ma è la dura legge del mondo agropastorale) riceve appunto tra i 25 e i 30 euro.
La dotazione complessiva dello strumento assegna al comparto ovicaprino nazionale circa 6 milioni di euro e fatte le dovute proporzioni, in rapporto al patrimonio regionale, alla Sardegna saranno destinati circa 3.5 milioni.
Da poco scaduto invece il bando “Domos de sa Cultura”, promosso dall’assessorato della Pubblica Istruzione e dei Beni Culturali della Regione Sardegna, la cui scadenza di partecipazione al bando era stata prorogata al 15 maggio 2017.
Un supporto finanziario, questo, alle imprese per lo sviluppo di prodotti e servizi integrati per la salvaguardia, la valorizzazione, la diffusione e la promozione del patrimonio culturale immateriale della Sardegna, in tutte le sue forme, compresi i costumi e l’artigianato, un aiuto coadiuvato da fondi regionali ed europei, per aumentarne la competitività, per un importo minimo di 15.000 e massimo di 150.000 Euro a fondo perduto. La dotazione finanziaria disponibile per il bando è ammontata a 1.000.000,00 Euro e gli aiuti sono stati concessi in forma di contributo a fondo perduto, nella misura dell’80% delle spese ammissibili.
Lo sviluppo dell’imprenditoria è quindi sostenuto dalla Regione e dallo Stato con finanziamenti e agevolazioni che rendono più facile creare da sé il proprio lavoro: in una situazione del mercato del lavoro in cui molto spesso si è costretti ad emigrare per trovare un’occupazione, aprire una propria attività è un’alternativa che consente di inventarsi un lavoro e diventare un fattore di sviluppo e ricchezza sul territorio, grazie anche all’apertura del mercato unico europeo.
Non resta quindi che rimboccarsi le maniche, con un buon business plan chiedere l’accesso al finanziamento che più si confà al proprio caso, ed essere artefici del proprio destino.