Agevolazioni imprese femminili, quali sono i finanziamenti promossi per incentivare l’autoimpiego delle donne e come si possono ottenere?
Qualcosa di importante si sta muovendo in direzione del giusto riconoscimento del ruolo della donna nella società. Il problema sta nel farle acquisire nuovi diritti e soprattutto la parità di trattamento con gli uomini.
Non si tratta di modificare la grammatica italiana piegandola a imposizioni lessicali abnormi e abominevoli come avvocata o assessora, si tratta di creare le condizioni di base rimuovendo gli ostacoli veri alla crescita e all’emancipazione femminile. Non si tratta di creare nuovi reati come il femminicidio, cosa assurda: i reati esistono già, con tutte le aggravanti previste dalla legge; si tratta semmai di prestare attenzione nelle scuole all’insegnamento dei fondamenti della Costituzione, laddove è prevista la pari opportunità per tutti, quindi anche per le donne.
Insomma, meno parole, meno fumo e più atti concreti. Si sviluppi di più il sistema del telelavoro, ad esempio, del quale può beneficiare soprattutto il mondo femminile; si equiparino, a parità di prestazioni, gli stipendi fra uomini e donne; si realizzino gli asili nido negli ambienti di lavoro o in prossimità di essi. E si cerchi di introdurre in maniera più efficace la donna nel mondo del lavoro, agevolandola, creando opportunità tali che non siano esclusivo retaggio degli uomini.
Una saggia e consapevole politica in questo senso, ci consentirebbe di colmare il divario esistente con altre moderne democrazie occidentali, decisamente superiori alla nostra in termini di riconoscimento di diritti. Ecco perché già da diversi anni, ma in verità molto di più negli ultimi tempi, esistono leggi nazionali e regionali, in coerenza con le direttive europee, che intendono favorire l’occupazione femminile.
Anche nel 2018 avremo, avvalendoci di legge quadro nazionali, la possibilità di accedere a fondi e agevolazioni messi a disposizione soprattutto dalle Regioni, diretti a favorire l’occupazione femminile. La crisi economica non deve scoraggiarci, e non deve scoraggiare soprattutto le donne dall’intraprendere una strada imprenditoriale che può portare a risultati interessanti; e che può contribuire in maniera importante a far risollevare il Paese, come sembra che stia accadendo proprio in questi ultimi mesi.
La legge base sull’imprenditoria femminile è addirittura del 1992, precisamente la numero 215. Si chiama in maniera enfatica Azioni positive per l’imprenditoria femminile. Essa riguarda agevolazioni per imprese da costituire e costituite formate in maniera prevalente da donne.
Agevolazioni imprese femminili, quali sono e come ottenerle
I requisiti principali per essere ammessi alle agevolazioni sono i seguenti:
- Se si tratta di ditta individuale, il titolare deve essere donna
- Nelle società di persone e cooperative almeno il 60% dei soci deve essere donna
- Nelle società di capitali almeno i 2/3 delle quote devono essere possedute da donne e l’amministrazione deve essere composta per almeno un terzo da donne.
Le piccole imprese devono comunque avere i seguenti requisiti per essere ammesse alle agevolazioni:
- Devono avere meno di 50 dipendenti
- Devono avere un fatturato inferiore a 7 milioni di euro o 5 milioni di totale in bilancio
- Non devono essere dipendenti da imprese partecipanti.
Nelle agevolazioni sono previsti sia contributi a fondo perduto, sia finanziamenti a tassi agevolati con modalità previste nei bandi di gara. Le domande per agevolazioni imprese femminili 2018 si presentano con le modalità previste dalla legge nazionale e dalle varie normative regionali di riferimento. Bisogna consultare periodicamente il sito del MISE o della propria Regione per sapere esattamente come e quando presentare la domanda di ammissione, e ogni altra modalità di partecipazione ai bandi.
Il consiglio è quello di tenere d’occhio particolarmente il sito istituzionale ufficiale della propria Regione, vale a dire lo strumento operativo più immediato di consultazione e di preparazione delle domande. Su questi siti c’è tutto. Buona fortuna alle imprenditrici!