Avete un’impresa che ha bisogno di macchinari più moderni per poter reggere il passo con la concorrenza? I dipendenti si lamentano di strumenti che non sono abbastanza efficienti e le riparazioni per i continui guasti sono ormai diventati un salasso insostenibile?
Certamente, per chi non possiede tutto il capitale per procedere all’ammodernamento della propria impresa, ci sono numerosi strumenti a cui rivolgersi, a partire dai finanziamenti a fondo perduto e quelli a tasso agevolato, che periodicamente Stato e regioni mettono a disposizione, ma un’ottima opportunità la offre senza dubbio l’agevolazione definita “Beni strumentali – Nuova Sabatini”, istituita dal D.L. 69/2013 (il “Decreto del Fare”).
Questa agevolazione è lo strumento più noto e maggiormente utilizzato dallo stato per accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese e migliorare l’accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese (Pmi) per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature.
Innanzitutto ricordiamo che sono considerate “PMI” le imprese classificate come:
- micro-impresa, con meno di 10 dipendenti e un fatturato o bilancio annuo inferiore ad euro 2 milioni;
- piccola impresa, con meno di 50 dipendenti e un fatturato o bilancio annuo inferiore ad euro 10 milioni;
- media impresa, con meno di 250 dipendenti e un fatturato o bilancio annuo inferiore ad euro 50 milioni.
Anche conosciuta come Sabatini Ter, abbiamo visto che è stata dall’articolo 2 del decreto legge n. 63 del 21 giugno 2013, convertito dalla legge n. 98 del 9 agosto 2013, ma è stata prorogata con la Legge di Bilancio ex Stabilità 2017, anche per quest’anno e per quello a venire.
In tutto, la Sabatini Ter mette a disposizione 28 milioni di euro per l’anno 2017, 84 milioni di euro per l’anno 2018, 112 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2019 al 2021, 84 milioni di euro per l’anno 2022 e 28 milioni di euro per l’anno 2023.
L’agevolazione prevede l’erogazione di un contributo in conto esercizio, a parziale copertura degli interessi relativi al finanziamento stipulato per l’acquisto/acquisizione in leasing di beni strumentali nuovi da parte delle PMI. Il contributo per il bonus macchinari – nuova Sabatini, è quindi pari agli interessi calcolati sul piano di ammortamento a rate semestrali al tasso di 2,75% annuo per 5 anni.
Le PMI inoltre, che fanno domanda e rientrano nel contributo, possono richiedere che il finanziamento sia coperto dalla garanzia dello Stato, attraverso il Fondo di garanzia PMI fino all’80% del finanziamento totale.
La modalità di presentazione della richiesta di accesso al fondo per l’acquisto di beni strumentali è telematica e i beneficiari devono compilare il modulo di domanda e provvedere all’invio all’istituto di credito che erogherà il prestito coperto dal fondo predisposto con la Nuova Sabatini 2017.
La domanda potrà essere presentata dalle piccole e medie imprese che rispecchino i requisiti richiesti, ovvero:
- sede operativa in Italia;
- iscritte al Registro delle Imprese;
- non sottoposte a misure di liquidazione volontaria o in stato di crisi.
Per poter beneficiare dell’agevolazione gli investimenti devono essere riconducibili a precise finalità quali:
- creazione di un nuovo stabilimento;
- ampliamentodi uno stabilimento esistente;
- diversificazionedella produzione di uno stabilimento mediante prodotti nuovi aggiuntivi;
- trasformazioneradicale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente;
- acquisizionedi attivi di uno stabilimento
Questa agevolazione prevede un contributo per le imprese che effettuano investimenti per acquistare o acquisire in leasing i seguenti beni strumentali:
- Macchinari;
- Attrezzature;
- Impianti;
- Beni strumentali ad uso produttivo;
- Hardware, software e tecnologie digitali.
L’acquisto deve avvenire in data successiva alla data della domanda di accesso ai contributi e gli investimenti devono rimanere all’interno dell’impresa per almeno 3 anni.
Sono ammissibili gli investimenti in beni strumentali che, presi singolarmente ovvero nel loro insieme, presentano un’autonomia funzionale, non essendo ammesso il finanziamento di componenti o parti di macchinari che non soddisfano il suddetto requisito, fatti salvi gli investimenti in beni strumentali che integrano con nuovi moduli l’impianto o il macchinario preesistente, introducendo una nuova funzionalità nell’ambito del ciclo produttivo dell’impresa. Non sono in ogni caso ammissibili gli investimenti riguardanti gli acquisti di beni che costituiscono mera sostituzione di beni esistenti. Non sono ammissibili singoli beni di importo Inferiore a 516,46 euro, al netto dell’IVA. Qualora nell’ambito della medesima fornitura siano previsti più beni strumentali, nel loro complesso funzionali e necessari per la realizzazione dell’investimento, di valore inferiore al predetto importo gli stessi sono da considerarsi ammissibili purché riferibili a un’unica fattura di importo non inferiore a 516,46 euro.
Al contributo sui beni strumentali 2017 sono ammesse le imprese che operano in tutti i settori produttivi, ivi compresi l’agricoltura e la pesca mentre ne sono esclusi i settori: industria del carbone, attività finanziarie e assicurative, la fabbricazione di prodotti con imitazione o sostituzione del latte e quelli lattiero-caseari, attività connesse all’esportazione e per gli interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione.
Per investimenti in tecnologie, ovvero big data, big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, Radio frequency identification (RFID), sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti il contributo statale è maggiorato del 30% nel rispetto del limite massimo stabilito dalla relativa normativa, ovvero 2 milioni di euro.
Dopo aver provveduto alla presentazione della domanda, inizierà l’iter di verifica per la sussistenza dei requisiti da parte della banca e se l’esito sarà positivo, si procederà alla concessione del bonus e l’impresa potrà effettuare l’investimento già dal giorno successivo all’invio della domanda tramite PEC, fatta eccezione per il settore agricolo, e comunque sia entro 12 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento con la banca o intermediario autorizzato.
Il termine ultimo entro cui i beneficiari potranno presentare domanda è il 31 dicembre 2018 ma è chiaramente specificato nella medesima legge che vi sarà la possibilità di accedere al Fondo della Sabatini Ter esclusivamente fino ad esaurimento delle risorse stanziate.