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Contributi a fondo perduto per le associazioni sportive dilettantistiche

Esistono contributi a fondo perduto per le associazioni sportive dilettantistiche?

Gli sportivi sono veramente tanti, anzi, tantissimi. E ognuno di questi ha diritto a essere trattato nel modo migliore possibile, a far sport tranquillamente, a trovare spazi adeguati nella propria città e comunque nell’ambiente in cui vive.

E non ci sono dubbi sul fatto che sport significhi, soprattutto, squadra e che squadra voglia dire principalmente unione, visione d’insieme. È bello andare a correre da soli, ma è altrettanto bello disputare una partita di calcio, o militare in un’associazione ciclistica o podistica dove si vive insieme lo sport, ci si confronta, ci si cimenta insieme con altri che condividono la stessa passione.

Moltissime sono le associazioni sportive dilettantistiche nel nostro Paese, e queste, oltre alla buona volontà dei soci, hanno bisogno anche di una sede, di attrezzature, di una logistica; insomma, hanno bisogno di un minimo di dotazioni finanziarie, come ogni altra attività umana.

I contributi a fondo perduto per le associazioni sportive dilettantistiche come sono classificati?

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In assenza di questo, si rischia di non avere gli strumenti minimi per mandare avanti la baracca, piccola o grande che sia. Perciò sovente si procede con i soldi delle iscrizioni, con qualche donazione, ma non si va oltre.

Questo rischia di minare alla radice il concetto di associazione sportiva, e quindi anche di convivenza sociale all’interno delle associazioni sportive dilettantistiche. Queste spesso hanno bisogno di finanziamenti a fondo perduto, oltre che di prestiti, e hanno bisogno anche di adeguati sgravi fiscali.

Il fatto di non avere scopo di lucro, non esclude che ci possano essere delle contribuzioni anche ufficiali da parte degli Enti Pubblici. Così come non esclude che gli istruttori, ad esempio, non possano essere remunerati e i corsi sportivi svolti a pagamento. Circa il regime fiscale agevolato, ci sono dei benefici previsti dalla Legge 398 del 1991 e successive modificazioni.

Il regime forfettario può qui sostituire validamente il metodo ordinario di conteggio dell’Iva. La base poi di conteggio ai fini dell’Ires prevede l’aliquota del 3% sul totale dei proventi commerciali. Ma attenzione perché, oltre alle agevolazioni fiscali, esistono anche dei contributi che annualmente erogano Regioni, Governo e Unione Europea. Particolarmente importante, in questo senso, è il trattato di Lisbona del 2009, attraverso il quale all’Unione Europea è stata attribuita una competenza specifica in materia.

I finanziamenti previsti dai vari Enti, possono essere di tipo agevolato, o anche a fondo perduto. Sovente sono i Comuni stessi a farsi carico di questi finanziamenti, con determinati bandi. Ecco perché è utile fare una ricerca su internet, e vedere con precisione quali sono gli attuali contributi a fondo perduto e gli sgravi fiscali per le associazioni sportive dilettantistiche.

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